Partigiano Fortuna. Rastrellamento Monte Grappa
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De Bastiani da Cergnai





Rastrellamento Monte Grappa settembre 1944

Il mese di settembre fu contrassegnato dai feroci rastrellamenti nazisti nelle provincie venete.

Foto: Gli ultimi istanti di tre vittime del terrore nazifascista a Padova. Il condannato a sinistra è il dottor Flavio Busonera, membro del CLN padovano

Le forze della divisione Nannetti schierate in quel vasto altopiano furono investite simultaneamente da tre direzioni diverse. Era il primo settembre, e la data è significativa: Kesselring, a cinque giorni dall'inizio dell'offensiva alleata contro la Gotica, cercava di garantirsi la sicurezza del ripiegamento che probabilmente considerava ineluttabile.

Foto: partigiani del Bellunese impiccati dai tedeschi nel corso di un rastrellamento

La battaglia del Cansiglio si protrasse sino al 10 setternbre. Il nemico infine riusci a imporsi, e raggiunse Pian Cansiglio. « Perlustrarono abitazioni e casere incendiando tutto al loro passaggio », scrisse il comandante «Milo» (Francesco Pesce) nella relazione ufficiale sulla battaglia, concludendo: . I nostri reparti avevano potuto raggiungere la pianura senza perdite e senza che il nemico se ne accorgesse. Qualche sbandato rimase nascosto nel bosco, fino a fine rastrellamento. I tedeschi rimasero sul Piano fino al 16 e nei giorni compresi si allontanarono in piccoli gruppi in ogni direzione. Dove non poterono distruggere con le fiarnrne lo fecero con la dinamite. Il comando al completo si allontano‘ dalla zona a fine rastrellamento e il giorno 17 si porto‘ in un paese pedemontano, dove ricomincio‘ con contatti diretti la riorganizzazione dei reparti delle varie brigate.

« Nella notte fra l'8 e il 9, come preavvisato per radio, un apparecchio alleato si porto‘ sopra il Cansiglio: le luci regolamentari furono accese, ma il lancio non venne effettuato.

« Pochi sono gli uomini della nostra divisione che mancano all'appello. La brigata Bandiera ha avuto un solo morto in combattimento, la Bixio uno, che é stato impiccato davanti alla madre; la Cairoli sei; il battaglione Manara un morto in combattimento e il Nievo un morto per infezione tetanica da ferita. Le perdite inflitte al nemico dal 31 agosto al 9 settembre si aggirano sui trecento uomini fuori combattimento. Da informazioni di fonte nemica la forza rastrellante era di circa seimila uomini. Altri forti concentramenti di truppe esistevano nell'udinese, nel trevigiano, nel bellunese, pronte ad entrare in azione. Imprecisato il numero delle artiglierie pesanti e leggere e dei mortai impiegati ».

I tedeschi si spostarono poi verso il massiccio del Grappa dove la brigata Garibaldi-Garemi ed altre formazioni del vicentino e del bellunese avevano la loro base. Circa diecimila uomini si scagliarono dal 20 al 24 settembre contro i duemila partigiani del monte Grappa, e qui purtroppo le perdite furono gravissime. Il nemico manovro‘ per precludere ogni via di ritirata, e vi riusci. Ben pochi furono i superstisti ed ai partigiani caduti s'aggiunsero in gran numero i civili, uccisi o deportati, mentre tutta la regione veniva sistematicamente devastata.

Le operazioni proseguirono in altre localita' del Veneto; ma se il nemico riusciva in genere a provocare momentanei sbandamenti, grazie alla sua preponderanza numerica di mezzi, in realta‘ i vincitori di quelle battaglie erano i partigiani, i quali, impegnando intere divisioni tedesche e impedendo a Kesselring d'impiegarle sul fronte principale, dove era in corso l'offensiva alleata che, secondo tutte le apparenze, avrebbe dovuto essete risolutiva, conseguivano in pieno l'obiettivo che ad essi competeva e che era assai piu‘ importante d'ogni successo locale.

Foto: un partigiano catturato dai soldati nazisti durante il rastrellamento del monte Grappa nel settembre 1944
A destra: il giudizio e la fucilazione del patriota catturato